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La comunicazione come servizio di sicurezza nazionale. Ripristinare la coesione sociale a partire dai territori

Abstract

 

Il contributo analizza le strategie per contrastare la crescente normalizzazione dell’insicurezza nelle città contemporanee, focalizzandosi sulle interazioni tra sicurezza reale, rappresentata e percepita. L’insicurezza, oggi fenomeno diffuso e complesso, è alimentata non solo da eventi criminosi reali, ma anche dalla narrazione mediatica e dalla costruzione sociale della paura. Un’indagine su oltre 1500 cittadini e 12 sindaci e assessori alla sicurezza di comuni capoluogo di regione, svolta nel 2022 e replicata nel 2025, rivela come i media e la polarizzazione dell’opinione pubblica amplifichino la percezione di insicurezza. A tale trend spesso non corrisponde un effettivo aumento dei reati. Le strategie più efficaci per contrastare la diffusione delle paure prevedono un’analisi sistematica dei dati, il rafforzamento della fiducia in istituzioni e Forze dell’Ordine e una gestione consapevole della comunicazione pubblica, intesa come un vero “secondo servizio di sicurezza”. La capacità delle istituzioni di mediare tra sicurezza reale e percepita, promuovendo una cittadinanza critica e informata, è fondamentale per potenziare coesione sociale e resilienza collettiva.

Parole chiave

percezione dell’insicurezza, coesione sociale, narrazioni mediali, fiducia, educazione della cittadinanza

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